Il Palio e' un lungo urlo.
Mio, pero'. Probabilmente
urla anche la Piazza, ma
questo non te lo so dire.
da Tutti i Colori del Palio
(Gentes, 2004).
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sabato, 12 settembre 2009
Ancora Pucci, ancora Palio

Ce ne eravamo occupati già nel 2005 e nel 2007 . Ora la maison di Emilio Pucci ripresenta una collezione autunno-inverno ispirata al Palio e alle sue simbologie. 
La notizia - Il sito ufficiale

Postato da: Elitre ore 01:13 | Link | commenti
segnalazioni, notizie dalla rete, curiosità, articoli e testi vari, in vendita online

venerdì, 15 agosto 2008
Il giorno prima

Quarta prova
Prova Generale annullata per pioggia

Le spigolature da La Nazione di oggi
SPIRITO
«C’avevo sperato tanto, mi sono trovato bene con Istriceddu»
«C’AVEVO SPERATO tanto, quel cavallo poi va bene, mi ci sono trovato subito con lui». Era in piscina ieri pomeriggio Franco Casu, detto Spirito, luogo adatto per sbollire la delusione, inevitabile per chi di mestiere fa il fantino, di aver dovuto lasciare ad un altro — Bighino in questa circostanza — il giubbetto della Pantera. Sapeva di essere arrivato a Siena non come prima punta, per carità. Si era messo a disposizione di Stalloreggi per le prove di notte. Ma quando sulle spalle ha un giubbetto nel sangue di un fantino scorre il fuoco, non c’è verso. Era già successo lo stesso anche nell’agosto 2006 quando fece una prova per sigillare la fine della lunghissima squalifica ricevuta insieme a Bucefalo nell’Aquila per quel loro confronto passato alla storia.
Hai fatto bene nella prima prova su Istriceddu.
«Sono partito e ho fatto quello che dovevo. Il cavallo non stava fermissimo ma ho colto il tempo giusto e sono andato via. Una sgambata che serviva giusto per capire il cavallo. Mi piace».
Dove guarderai il Palio dell’Assunta?
«Non so, penso in televisione».
Ovvio che tu sia deluso, molti il 13 hanno iniziato a pensare che saresti anche potuto arrivare al Palio.
«Succede che a volte vai a fare il rimpiazzo montando cavalli che altri, e anche a te, magari non piacciono troppo. Ma adesso, bene o male, i barberi del Palio sono quasi tutti buoni, un lotto equilibrato. Diciamo che mi sentivo di provarci... Non mi sento inferiore a nessuno. Arrivato a questa età desideravo tanto rientrare ma facendo qualcosa alla grande nella mia vita. Non so se mi sarebbe riuscita ma certo avrei tentato».
Laura Valdesi

Il tufo nel mirino: polemiche dopo la caduta
E’ apparso troppo elastico. Sarà un Palio molto lottato, dove non saranno concessi alibi
  di LAURA VALDESI
DUE LE QUESTIONI che hanno tenuto banco alla fine della seconda giornata di Palio con i cavalli nella stalla. Al di là dei valori delle accoppiate e degli eventi della giornata, che trovate qui a fianco e nelle pagine seguenti, si è parlato di tenuta del tufo, ancora una volta, poi il tema più generale del «battersi i tacchi nel sedere». Cosa che quasi tutti i fantini giovani dovranno fare per evitare che il 2009 sia per un anno di svolta della carriera, in senso negativo.

INIZIAMO DAL TUFO. Ieri mattina al Casato è stata passata la terra con un mezzo meccanico diverso rispetto ai tradizionali compattatori. E’ venuto in mente a tanti, che in questi giorni trasformano la Piazza nel loro salotto, quando Dè ha fatto prendere ai montonaioli un bello spavento scivolando sul tufo come sul ghiaccio. Gli altri cavalli, per la verità, non hanno avuto problemi. Ma nei commenti dei contradaioli, prima che i barberi andassero al canape, c’erano notazioni quali: «Il tufo è un po’ troppo elastico». Oppure: «E’ rimasto bagnato nella parte esterna del Casato mentre all’interno, davanti all’Onda, era molto più asciutto». Infine: «Lo bagnano troppo nelle zone d’ombra stante la forte umidità della giornata». Una cosa è certa: qualcosa nel fondo del tufo in questa curva non va. Possibile che i problemi si verifichino sempre e soltanto qui? Possibile che non si riesca a garantire, nonostante le condizioni climatiche, uno strato ottimale? Dè, l’abbiamo visto con i nostri occhi, non ha affrontato a mille all’ora o in maniera scomposta la traiettoria. Ma è sembrato che fosse sul ghiaccio. C’è tutto il tempo per rimodulare le annaffiature e adottare accorgimenti che i tecnici della «Pragma» avevano in mente di indicare all’amministrazione.

VENIAMO ai «tacchi nel sedere». Da qualche stagione ormai, a fasi alterne, le prestazioni dei fantini a volte lasciano a desiderare per un motivo o per l’altro. Ma qualcuno rischia di arrivare davvero al capolinea se non dimostrerà cuore e di averci provato fino all’ultimo respiro. Vince uno solo, è ovvio, tuttavia non saranno concessi alibi. Primo: i cavalli per lottare il Palio ci sono. Secondo: non troverete una Contrada delle dieci che tira indietro, anzi impostano un Palio a vincere, in modo più o meno palese. Con minore o maggiore convinzione. Terzo: Un rimescolamento della carte e delle sintonie sembra esserci stato, dettato dallo smistamento dei cavalli da parte della sorte e dalla necessità di chiudere in maniera fruttuosa l’annata paliesca. Ecco per quale motivo, Palio delle «quattro verdi» a parte, appare facile presagire una Carriera combattutissima. Con un forte agonismo fra le accoppiate che, le prove sono lì a dimostrarlo, lavorano tassello dopo tassello per costruire il loro Palio. Dall’ultimo cavallo inserito nel lotto che è quello, ancora un po’ acerbo, del Nicchio — Guess — fino alle due punte. Già del menhir con cui Brio ieri sera è schizzato via bene: lo attende un compito impegnativo perché la Torre non è una Contrada che fa sconti, né lui un tipo che si arrende. C’è poi Scompiglio nel Drago che ha dovuto un pochino impegnarsi al canape con la grigia, alzando la mano per chiedere posto. Quando è partita, però, il galoppo era fluido e molto convincente. Sembra venire fuori molto bene la Pantera, l’Aquila ieri sera ha provato a prendergli le misure. Fontebranda conta su un cavallo da non stressare ma che può fare bene, Giordhan non sarà un fulmine di guerra ma ha fatto esperienza e Sgaibarre ce n’ha tanta. Solo per citare alcune delle accoppiate, ribadendo la convinzione che Elimia possa presentarsi al canape con Trecciolino come un pretendente legittimo al successo. Piacerebbe a diversi dei fantini portare il Cencio al loro esordio con l’attuale giubbetto: è la prima volta di Scompiglio nel Drago ma anche di Salasso nel Nicchio (a cena la sera del 13 c’erano circa 1000 persone), di Dè nel Valdimontone, di Bighino nella Pantera (che sente tutto il peso dei colori che indossa dopo quanto avvenuto a cavalli dati), di Brio nella Torre. Una parola infine sul mossiere: finora ha fatto bene.

Elfo e Istriceddu crescono Elisir e Giordhan sorprese?
Il «borsino» delle dieci accoppiate al canape
  di KATIUSCIA VASELLI
DIVERSI i cavalli in crescita in una Carriera che fino allo scoppio del mortaretto il 16 sera non permetterà a nessuno di pronosticare vittorie.
AQUILA - Ilon.
Ilon, al debutto, è un cavallo di categoria. La dea bendata lo ha voluto nell’Aquila dove, ironia della sorte, monta Tiburzi, che il cavallo lo allena tutto l’anno. I sorrisi di Paride De Mauro quando si avvia al canape dicono molto sulla tranquillità del fantino, che se non può contare sul cavallo d’esperienza ha però dalla sua l’esperienza su quel cavallo: sembra una bicicletta. In crescita.
BRUCO - Elisir Logudoro.
Torna dopo due anni Elisir e vuole riscattarsi. Lo stesso pretende Gingillo, al rientro dopo la squalifica: ha una grande occasione ma deve darsi da fare a dispetto del soprannome. Il Bruco sta facendo un Palio coperto, può essere la grande sorpresa. Da non sottovalutare. Sembra in calo ma è in crescita.
DRAGO - Fedora Saura.
Sicuramente l’accoppiata sorvegliata speciale. Fedora è splendida, nessun commento ulteriore. Scompiglio ha vinto un palio e ha l’occasione per la riconferma, un’occasione ghiotta. Intanto lo scompiglio è tra i canapi, ieri il fantino non trovava lo spazio per partire bene. Ma è guardare la pagliuzza nell’occhio. Stabile.
NICCHIO - Guess.
Il grigio Guess è all’esordio in Piazza anche se le chiacchiere su questo cavallo sono state così tante che sembra un veterano del tufo. Da scoprire il 16 sera. Intanto Salasso, capace di interpretare i cavalli al meglio, saprà di certo tirare fuori le virtù di Guess. Stabile.
OCA - Elfo di Montalbo.
Un ritorno gradito dopo poco più di un anno, quello di Tittìa in Fontebranda. Il giovane fantino arriva a montare Elfo di Montalbo, il cavallo che a luglio - ironia della sorte nella Torre - ha inseguito alla morte Già del Menhir. A Elfo il motore di certo non manca, l’esper ienza nemmeno. Anche l’Oca, tornata al silenzio che ha sempre caratterizzato la Contrada dei fasti, sembra aver impostato un Palio nascosto. Ma è in crescita, basti pensare a quanto parte bene.
PANTERA - Istriceddu.
Con la bella uscita di ieri sera, Bighino ha fatto vedere cosa può dare Istriceddu. E queste sono solo prove. Nel tempo di una prova la contrada di Stalloreggi sembra aver dimenticato l’accaduto di neanche 24 ore prima. Il cavallo è esordiente ma è una delle occasioni d’oro della Carriera. Bighino lo sa. In crescita.
SELVA - Giordhan.
Questo sembra proprio uno di quei Palii alla «Selva-maniera»: in Vallepiatta con Giordhan stanno viaggiando zitti zitti. Il cavallo non manca di esperienza e a luglio ha messo in evidenza una bella maturazione rispetto allo scorso agosto. Sgaibarre, dal canto suo, ha imparato come si fanno i Palii nella Selva. Potrebbe essere la sorpresa. In crescita.
TARTUCA - Elimia.
Trecciolino ci ha ormai abituato a non vederlo mai provare, stavolta lo fa quasi sempre: uscita dai canapi, San Martino, Casato. Che cosa vorrà dire? Poco da aggiungere sulla potenza del cavallo, è sotto gli occhi di tutti. Con Trecciolino e con una situazione di grande tranquillità in Tartuca, l’occasione può presentarsi e se ci sarà, Gigi Bruschelli non si lascerà scappare la perla numero 12. In crescita.
TORRE - Già del Menhir.
Dopo la prova di ieri sera c’è solo da chiedersi: se parte così il 16 sera, chi lo riprende Già del Menhir? Brio comincia a interpretare questo barbero che non ha bisogno di commenti. In crescita.
VALDIMONTONE - Choci.
Brivido al primo Casato ieri sera, non si sa quale sia stato il problema della scivolata di Choci, per fortuna senza alcuna conseguenza. Il cavallo resta molto affidabile, Dé rientra nell’elenco di fantini con le occasioni da sfruttare e adesso viaggia in prima classe. Stabile.

di LAURA VALDESI
«OH...!». L’UNICA FRASE che si leva quasi all’unisono dai palchi e dalle terrazze del Casato quando Choci scivola come se fosse sull’olio e finisce a terra, portandosi dietro Dè. E’ un istante e negli occhi resta la sequenza: l’arrivo di Trecciolino su Elimia che, quasi sapesse di non dover far male, alza la zampa e supera il fantino a terra, idem il barbero dell’Aquila Ilon. Anche Choci si rimette sulle gambe, passa sopra a Dè (senza toccarlo) e continua a galoppare da combattente quale è. Cronaca di un grande spavento: quello che si sono presi i montonaioli e lo stesso fantino. A queste fasi abbiamo assistito a pochi metri: hanno dato il via a polemiche sullo stato del tufo aleggiate prima della prova e dopo la caduta infiammate.

DE’ E’ STATO fortunato, stando alla dinamica. Si è rialzato subito spostandosi sul lato interno del Casato, seduto sulle ginocchia ha portato una mano alla fronte come a dire: «Cosa è successo!» L’impressione, per chi era in Piazza nel luglio del 2007, è che gli sia passato davanti il film della caduta al canape con Brento. Questa volta è stato diverso. Mentre i soccorritori andavano a prenderlo e volevano metterlo sulla barella arrivavano gli altri cavalli in corsa. Hanno atteso e poi il fantino, accompagnato dallo staff del Valdimontone è stato portato a palazzo Berlinghieri, davanti all’ufficio stampa. Un giro di telefonate. «Sto bene, sto bene», diceva Dè. Il capitano Claudio Regoli è stato subito rassicurato. Solo un’abrasione al gomito, poco più. Ha recuperato il solito piglio. E sono iniziati i commenti di fuoco sul tufo. «C’è troppa umidità, soprattutto qui alle curve era troppo bagnato. Scrivetelo sul giornale che così non va», è lo sfogo di un montonaiolo. Dimenticavamo Choci: è stato visto subito dal colonnello Marco Reitano: tutto ok.

SILENZIO tombale. C’era rimasto solo il cavallo, Istriceddu, nella stalla della Pantera. Vuoto il rione, desolatamente vuoto. Tutti all’assemblea che dalle 21,30 è slittata alle 23 di mercoledì per un confronto popolo-dirigenza dopo il colpo di scena delle dimissioni del capitano. C’è voluto il «Pendola» per accogliere almeno 300 panterini che volevano ascoltare il loro dirigente. I genitori hanno portato dietro anche i cittini: a quell’ora a chi li lasciavano? La posizione del capitano Andrea Mori Pometti è stata netta: «Irrevocabili». Poi inizia il pressing del popolo: un dirigente deve andare fino in fondo nelle scelte, c’è l’avversaria in Piazza. In una parola: deve proseguire Mori Pometti. La Pantera è focosa, i ragazzi del gruppo 30 anni & dintorni orgogliosi nel muovere i sentimenti forti di una piccola-grande Contrada. Che a Siena si dica una parola storta su Stalloreggi non deve accadere. La Contrada nella notte torna a dormire, mentre la dirigenza intorno alle 2 di giovedì va a prendere il fantino che dovrà — non esiste altro verbo — difendere con le unghie e con i denti il giubbetto e farlo brillare. Bighino torna, si calmano le acque e c’è chi trova persino il coraggio di iniziare a scherzare sull’accaduto.
La.Valde.

di LAURA VALDESI
«NON RITENGO opportuno entrare nello specifico di quanto avvenuto. Dico soltanto che un capitano ha il diritto e il dovere di portare avanti con coerenza le proprie scelte. E se un capitano rinuncia a questo suo diritto-dovere cessa anche di svolgere appieno il proprio ruolo». Liquida così Andrea Mori Pometti, dirigente panterino, il pomeriggio di burrasca in Contrada, terminato con un’assemblea straordinaria e il ritiro delle dimissioni che ha riportato Bighino in Pantera: aveva indossato (nel pomeriggio di mercoledì) il giubbetto per poi toglierlo subito dalle spalle, rimettendolo nel cuore della notte.
Parliamo proprio del fantino.
«Un ragazzo nel quale io avevo e ho piena fiducia che farà un Palio per la Pantera e per se stesso».
Istriceddu è un bel cavallo ma esordiente.
«Uno dei tre che sono stati cercati dai capitani per completare il lotto composto da esperti. Sette cavalli conosciuti e apprezzati a cui abbiamo aggiunto le novità Ilon, Guess e appunto Istriceddu. Quest’ultimo è toccato a noi, così come a luglio avevamo avuto nella stalla Indira Bella. Ci dette dei dispiaceri nel senso che durante le prove è calata invece di andare avanti, speriamo questa volta che Istriceddu faccia il contrario e cresca prova dopo prova».
L’Aquila va al canape con Tiburzi e Ilon: da temere?
«Vale il discorso fatto prima per i nuovi, è un cavallo da vedere. Speriamo che nell’adattamento dimostri di assomigliare a Indira bella... Solo una battuta: la rivale va seguita con attenzione, non con preoccupazione. Con grande attenzione e mai sottovalutata».
Brio, fantino legato a Stalloreggi, è andato nella Torre.
«Direi non che Brio è andato nella Torre ma che Brio è andato su Già del Menhir, un cavallo importante. Andrea ha dimostrato di sapersi assumere grandi responsabilità come del resto un fantino deve fare. La sua scelta è stata convinta».
Le altre accoppiate?
«Non le devo scoprire io: Tartuca, Torre, Drago su tutte».

CON I DIECI CAVALLI nella stalla, non possiamo che ritornare a parlare con la nostra "amica delle stelle" per proseguire la nostra chiaccherata sul possibile vincitore del Palio di Mario Ceroli: «Quando parlavo di contrade non favorite dalla tratta e che potevano essere fra i vincitori, ero nel giusto. Sicuramente questa mia previsione è stata aiutata dalla scelta dei capitani che hanno messo sù un lotto omogeneo, dove ci sono i favoriti ma chi è sotto può certo sperare. Dipende ovviamente da cosa intendiamo per sorpresa. La monta giusta, e di conseguenza l’accoppiata, era e resta il Valdimontone, perchè i colori e le disposizioni dei simboli nel Drappellone ci spingono verso questa Contrada. Poi chi vincerà... dovrà avere altre simbologie dalla sua parte».
E allora cosa possiamo aggiungere adesso?
«Alcuni elementi confermandone altri. Confermiamo ad esempio che la linea dagli stemmi al cavallo principale è segnata e indica una sola Contrada. Confermiamo che il giallo sia sicuramente il colore-guida di questa carriera, sia per le strategie che dovranno essere utilizzate. Chissà se un rione con il giallo sarà ad esempio di rincorsa o avrà una posizione determinante. Un palio in giallo o un giallo di palio? E poi qualche elemento nuovo. Credo che questa serenità che infonde il drappellone di Ceroli sia solo apparenza, come la semplicità dell'opera che nasconde una realizzazione complessa e importante. Sarà dunque un palio lottato, aspramente, che ci rivelerà il vincitore all'ultimo secondo o poco prima. Sento che insomma, aldilà delle battute, non vedremo subito come a luglio il vincitore».
Si possono ipotizzare altre Contrade?
«Credo di aver già detto tutto... ma se vogliamo aggiungere diciamo che se andiamo alla sorpresa pura diciamo Aquila, se invece guardiamo il drappellone nella sua complessità il discorso si complica. Questo giallo diventa meno intenso, più leggero, quasi si nasconde, ma c'è. E allora non importa fare l'elenco, che poi elenco non è, di quelle Contrade che adoperano misurato questo colore. E vorrei poi fare un paragone tra la figura del fantino che vincerà con le indicazioni medianiche di questo drappellone. Anche qui partiamo da una figura semplice, che invece mostrerà la propria forte personalità. Anzi, vorrei aggiungere che questo palio sarà la sua definitiva consacrazione. E quindi ho aggiunto, se vogliamo, un altro importante tassello a questa carriera. Si tratta quindi di dipanare una piuttosto complicata matassa. Ma c'è una soluzione a tutto. E la soluzione è una vittoria lottata ma chiarissima, che resterà impressa nella mente e nell'animo non solo ovviamente dei vincitori ma anche dei contradaioli in generale. Una vittoria che, alla fine, metterà in un certo senso tutti d'accordo. Non mi sembra che sia logico e giusto aggiungere altro, se non che la forza di quest'opera, la forza di Mario Ceroli, si trasmetterà anche alla dinamica della corsa. Ma ritorna, per ultimo, anche un altro elemento che questo drappellone mette chiaramente in evidenza, cioè il cosiddetto "decimo cavallo", che vogliamo interpretare nella rincorsa. Insomma, per farla breve, se la nostra Contrada favorita sarà decima perderà gran parte della sua forza. L'elemento disegnato è infatti scuro, non delineato, e questo lo rende in negativo. Tutti i posti alla mossa sono buoni meno il decimo. E quindi i contradaioli di questa Contrada, che ha tutti gli elementi per vincere, dovranno incrociare le dita e sperare in tutti i posti meno che nella rincorsa. Comunque voglio tranquillizzare tutti i contradaioli. Oltre la giusta lotta in piazza, oltre le sane e combattute rivalità, sarà un Palio dove ognuno rispetterà il proprio ruolo non andando oltre quello che si può fare in piazza. Vincerà una Contrada, ma vincerà dapprima sicuramente tutta una città, le sue tradizioni e il suo spirito originario».

Brio-Già Del Menhir Una coppia per sognare
di KATIUSCIA VASELLI
OCCASIONE D’ORO per Brio e per la Torre che, con il potente Già del Menhir nella stalla, ha formato una delle accoppiate migliori, di certo quella che lascia sognare ai contradaioli un’altra Carriera come quella dello scorso luglio.
Sicuramente uno dei binomi di punta di questa Carriera, a crederci molto è anche - ovviamente - Massimo Coghe, che Già del Menhir lo allena tutto l’anno e che, all’esordio del barbero a luglio, ha già ottenuto la massima soddisfazione: vederlo trionfare. «Cosa vuoi che ti dica di Già del Menhir? E’ il mio amore, non credo serva altro per commentare».
A luglio lo ha montato Trecciolino, ad agosto Brio e Massimino si trova a fare un paragone soprattutto tecnico: «Anche a luglio si diceva che Gigi Bruschelli non fosse la monta adatta perché troppo forte, eppure Trecciolino da buon camaleonte quale è, è riuscito ad adattarsi e direi che il risultato si è visto. Anche Andrea Mari è una monta forte, vediamo se riesce a tirare fuori oltre alla forza anche la tecnica. Eppure è un fantino che ha tutte le carte in regola per poter ottenere da Già del Menhir quello che soltanto un mese fa ha ottenuto Trecciolino. Saranno i fatti a parlare».

di ELENA CONTI
NESSUN CAMBIAMENTO nel rituale del Palio. Nessun allarmismo. Ma se domani mattina alle 11,30, in piazza del Duomo, ci sarà l’intera comparsa dell’Aquila con tanto di soprallasso non sarà lo stravolgimento del consolidato cerimoniale, ma una maniera eccezionale di rendere omaggio a quella che a distanza di cinquanta anni resta la donna dei primati. Sul soprallasso infatti, abbracciata dall’affetto e dai colori della sua contrada, ci sarà Rosanna Bonelli, detta Rompicollo, che nell’agosto del 1957 corse il Palio per l’Aquila (nelle foto sopra due vecchie immagini dell’impresa).

«SONO FELICISSIMA di questa cosa, perché è un modo per ricordare una delle più grandi emozioni della mia vita — racconta la brillantissima signora, che ancora oggi monta regolarmente a cavallo —, nonostante che la mia vita sia stata davvero ricca di emozioni, quel Palio resta uno dei momenti più belli. Questa sorta di celebrazione speciale la facciamo quest’anno, anche se il cinquantesimo cadeva nel 2007, perché quest’ anno l’Aquila è in piazza».

LA SUA STORIA è incredibile. Un insensato progetto nella testa di una ragazza di ottima famiglia con la passione dei cavalli. Un desiderio che sembrava irrealizzabile e verso il quale si era opposta tutta la sua famiglia, cercando di convincere i capitani a non considerare la sua monta. Ma a volte il destino ordisce trame alle quali gli sforzi umani non possono opporsi.
«Era un sogno di sempre, c’era un personaggio in un opera scritta da mio padre che si chiamava Rompicollo ed io ne ero affascinata. I cavalli erano la mia vita, il cinema la mia passione. Vivevo fuori ma tornai a Siena proprio nei giorni in cui iniziavano le riprese del film “La ragazza del Palio” di Luigi Zampa. Provai come comparsa, nel ruolo di fantino, mi cadde lo zucchino e si accorsero che ero una donna. Questa cosa irritò la produzione. Me ne andai. Ma la controfigura dell’attrice si fece male, allora mi cercarono di nuovo e comincia le riprese. Ma non mi bastava fare finta, il mio sogno era correre il Palio vero. Mario Masoni, capitano dell’Aquila, si fece convincere e decise di montarmi».

LA SIGNORA dei primati aveva vinto la sua battaglia, correva in piazza, anche grazie alla produzione americana che aveva offerto molti soldi. Unico rammarico, essere stata segnata ufficialmente con il nome “ Diavola” anche se per tutti a Siena è stata e sarà sempre Rompicollo. La stessa che domani, a cavallo, con i colori dell’Aquila, entrerà fiera in piazza del Duomo, proprio come cinquanta anni fa.

di ELENA CONTI
ADESSO ci si mettono anche i tedeschi. Oltre che re e imperatore, Trecciolino diventa kaiser, nel documentario realizzato dal regista tedesco Schubert, a Siena in questi giorni per ultimare il suo lavoro “Sianes Palio, keiser Trecciolino”. Non ci saranno televisioni straniere per questa festa di mezz’agosto, ma verranno ultimati alcuni interessanti documentari, dedicati, oltre che al kaiser Trecciolino, anche agli artigiani del palio, in un lavoro del belga Maximilian D’Aubert e sui barbareschi di ieri e di oggi nel servizio realizzato da una produzione brasiliana.
Come emittenti televisive, quattro le tv locali, oltre alle storiche C3T, Canale Civico, Rtv 38 anche la neonata Siena TV, per la prima volta impegnata con la diretta. Vari i siti internet che si occuperanno della festa, dove seguire passo passo le tappe di avvicinamento alla carriera del 16 agosto. «Siamo molto soddisfatti dei risultati delle trasmissioni della Rai dello scorso luglio – commenta Marco Lonzi, pro rettore del Magistrato delle Contrade e vorremmo anche qualcosa in più per i prossimi anni, proprio in previsione del rinnovo del contratto che dovrebbe avvenire a settembre».
«Ormai siamo una squadra consolidata — spiega Susanna Petruni del Tg Uno — Dodici anni su Rai Uno, poi su Rai Due. Adesso, a causa delle Olimpiadi, di nuovo su Rai Uno. Così noi dello staff, abbiamo pensato che in funzione degli ascolti e in previsione del rinnovo del contratto l’ideale sarebbe luglio su Rai Due e agosto su Rai Uno, per rispettare la liturgia e i tempi del Palio e la programmazione dei telegiornali».
«Sono alla quinta esperienza – aggiunge il giornalista del Tg Due Carlo Sacchettoni e ho capito che il Palio dà assuefazione e crisi di astinenza. Non mi era mai capitato nel mio lavoro di cronista. Il Palio è un mare magnum di eventi articolati, in continua evoluzione». «Faccio la regia del Palio — commenta il regista Rai Guido Morandini — ma voglio — riconoscere alla vostra città un ulteriore primato. Le vostre emittenti locali come C3T e Canale Civico sono il più grande reality urbano che esista. La piazza il grande fulcro dove migliaia di senesi si guardano e guardano». «Per il futuro vorremmo una programmazione più lunga – conclude Fabio Caselli presidente del Consorzio Tutela del Palio, non un accordo annuale». Oggi, nello spazio di Uno Mattina, su Rai Uno, alle 9,15, Emilio Ravel presenterà il Palio, annunciando la diretta di domani e i vari servizi che commenterà dalla Mossa con Sebastiano Vigni detto Bastiano.

Per la bella Elena prove di... nozze
A Siena per la Festa, sorpresa con i futuri suoceri in attesa di Bernardo (in ritiro)
  di ANTONELLA LEONCINI
E’ AMORE VERO. Elena Santarelli, la bella conduttrice di Trl su Mtv, famosa per aver partecipato all’Isola dei Famosi e al film sexy con Paolo Bonolis e Sergio Rubini, e il calciatore Bernardo Corradi, senese, in forza dal prossimo campionato alla Reggina, fanno le cose sul serio. Tanto che, mentre il calciatore è in ritiro con la squadra, la bionda Elena è stata sorpresa al bar Fonte Gaia (la vediamo nel tondo con Hans Racha proprietario del locale), in compagnia dei suoceri Corradi, con i quali vedrà il Palio. Chissà se incrocerà Adriano Galliani vice presidente del Milan: ritorna a Siena, ospite per il Palio della Banca Monte dei Paschi e cliente del Continental. Se poi si aggiunge il sottosegretario di Stato alla presidenza del consiglio dei ministri Carlo Giovanardi, accolto dal rettore dell’Università Silvano Focardi, il trio è perfetto per un Palio appetibile per il gossip.
Banca Mps mette in bella mostra una lista di nomi eccellenti: da Chicco Testa, ambientalista adesso presidente Metropolitane Roma e con un passato ai vertici Enel, a Roberto NicastroPaolo Costa e Paolo Del Mese, Mario Valducci che anni fa infilò la vera nuziale al dito della senese Annalisa Bruchi; si continua con Antonio Polito direttore del Riformista, Patrizio Rigatti l’urologo senese e luminare al San Raffaele di Milano. Poi i prefetti il vice direttore generale della pubblica sicurezza Nicola Cavaliere e l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro. Alle fineste dell’Università di palazzo Chigi Zondadari, con Giovanardi ci saranno Francesco Maria Giro sottosegretario e Francesca Temperini segretaria al ministero per i beni culturali. Con Rodney Lòpez Clemente ambasciatore di Cuba e Jaime Contreras Nogueira console generale del Cile, si accomederanno Sergio Corbello direttor Fondazione Magna Carta; Paola Severini consigliere agenzia per le onlus. Ed ancora, nomi dei media come Federico Fazzuoli, regista e autore tv, ed altri. Generosa l’Università che accoglie quattro dipendenti, sorteggiati tra coloro che richiesto di assistere al Palio dalle finestre dell'Ateneo. Quanto al Comune, spiccano i nomi del tedesco Peer Steinbrück, ministro Federale delle Finanze, Otto Schily – ex ministro tedesco degli Interni, Goffredo Sottile e Riccardo Acciai, rispettivamente presidente e segretario Unire,Tetiana Izhevska, ambasciatore di Ucraina presso la Santa Sede, Antehea Joubert,Incaricata d’Affari dell’Ambasciata del Sudafrica,Anthea Marronicola Droushiotis, ambasciatore della Repubblica di Cipro, Alessio Gramolati, segretario generale Cgil della Toscana e Laurence Engel direttore dipartimento Cultura del Comune di Parigi
amministratore delegato Unicredit Banca. Poi, i parlamentari

Corteo del cero, si è tornati all’antico
Il Carroccio con i buoi ha portato quello del Comune in Duomo. Palio in Cattedrale
  IL CORTE DEI CERI e dei Censi offerti alla Madonna dal Comune, dalle Contrade e dalle parrocchie torna all’antico. La processione che si è svolta ieri prendendo forma all’altezza della chiesa di San Giorgio per dirigersi poi verso il Duomo con i doni — si è arricchita quest’anno di una novità. Il Carroccio che trasportava il cero del Comune è stato trainato lungo il tragitto da due coppie di buoi. Una bella usanza che è stata recuperata aumentando il fascino di un momento solenne. Il corteo è arrivato infatti in Duomo dove l’arcivescovo Antonio Buoncristiani ha benedetto il Drappellone di Mario Ceroli che resta esposto qui per il pellegrinaggio di contradaioli e turisti.

IL SINDACO, che ha preso parte alla cerimonia, in mattinata si era soffermato a parlare della qualità e della quantità dei cavalli «che assicura margini di sicurezza e tranquillità per un futuro abbastanza lungo. Credo che anche la filosofia sia ormai accettata un po’ da tutti. Ogni tanto — ha detto — bisogna ricordare ai vari soggetti che tutto questo non è fatto nell’interesse di salvaguardare l’ottica di alcuni particolari portatori di interessi, quindi qui non giocano gli interessi dei proprietari, degli allenatoiri. Quando si prendono decisioni non si assumono a tutela di questo e non di gruppi che in qualche modo possono avere interessi anche contrastanti. Un esempio: chiaro che un proprietario ha interesse a veder correre il proprio cavallo anche se ha 4 anni nelle prove regolamentate ma se questo può divenire motivo di incertezza e di turbativa per il tufo per la sera del Palio, l’interesse della Festa sovrasta tutto».

QUANTO all’idea lanciata da Cianchino da «Antennaradioesse» — il Comune dovrebbe istituire un premio per chi vince le batterie perché i ragazzi s’impegnano e i proprietari di solito non sono larghi di manica — il sindaco è stato chiaro: «Parliamo di soggetti che non fanno volontariato ma svolgono un mestiere. Nell’ambito di essa è inserita anche la partecipazione alle fasi di preparazioni del Palio, comprese le batterie». Niente dare, dunque.

di ANTONELLA LEONCINI
CASTANO, alto più di 1,80 cm, taglia 48, fisico atletico, portamento austero e regale. Il tenente Giovanni De Nuzzo, 26 anni, single, è la figura perfetta, per fisico e prestanza, per guidare il comando del drappello del IV reggimento carabinieri a cavallo: domani per l’Assunta e di nuovo il giorno del Palio dopo il corteo, entrano in Piazza e corrono precedendo la corsa. Il tenente De Nuzzo, alla sua prima esperienza nella nicchia, non nasconde di essere un po’ teso. «Guidare la carica dei carabinieri a cavallo in Piazza del Campo è un’emozione molto forte».In Piazza è al comando di un reggimento di dodici carabinieri; il più anziano ha 45 anni: gli uomini sono scelti, dice, «in base alla loro attitudine e aspetti fisici; i cavalli, invece, sono selezionati secondo le caratteristiche morfologiche e l’attitudine a sfilare».Da qualche giorno il tenente e gli altri carabinieri sono arrivati a Siena dove dormono in albergo; i cavalli sono scuderizzati nella caserma di Santa Chiara. Questa mattina si sono alzati di buonora tempi e percorsi secondo i quali sfilano davanti al grande pubblico: una manciata di secondi per due giri a cavallo sul tufo che regalano una grande emozione. «Entriamo — spiega il tenente De Nuzzo — dalla curva di San Martino: facciamo un giro al trotto. All’altezza del Comune, come comandante ordino il galoppo e, dopo al Casato, la grande carica: a sciabole sguainate, con la quale concludiamo la nostra esibizione».Per il tenente De Nuzzo questo Palio di agosto segna il suo debutto in Piazza del Campo. Invece, la presenza del drappello sul tufo ha una lunga storia, di oltre un secolo. «Si ripete da tanti decenni — ricorda De Nuzzo — la nostra presenza in città, anche perché i carabinieri sono sempre stati vicini a Siena, alle sue tradizioni e soprattutto al Palio. Questo drappello è il nostro reparto più tradizionale: con la Piazza del Campo si esibisce abitualmente nella cornice di Piazza di Siena a Roma in occasione della festa dell’Arma».

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sabato, 05 luglio 2008
Ancora sul Palio dell'Istrice

Lo Speciale Palio di oggi da La Nazione, in pdf:
1 - 2 - 3
 4 - 5 - 6 - 7

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venerdì, 04 luglio 2008
Provenzano, tutti i commenti e i bilanci

Speciale odierno da La Nazione, in pdf:
1 - 2 - 3 - 4 - 5
6 - 7 - 8 - 9 - 10

Altre notizie in Rete

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mercoledì, 02 luglio 2008
E arrivò il 2 luglio - è Istrice

Bruschelli davanti, dietro tutti quanti
L'Aquila sembra dare proprio a lui la mossa. La Giraffa, dallo steccato, parte quinta. Salasso sbatte all'interno prima del bandierino ma era già troppo tardi. Buona Aquila con un cavallino che ha i tre giri.

Qui per i primi approfondimenti -
In giornata servizi e immagini da La Nazione

Eh Già... proprio un bel barbero
Avevano detto di lui:
CAVALLI: GIA’ & GIOVE DEUS MILANI: «SPERO SIA L’ACCOPPIATA VINCENTE»
«Quel barbero ha un cervello... umano»
 
di KATIUSCIA VASELLI
«UN SOLO COMMENTO: stavolta faccio per Gigi e basta! Anzi, se non vince lo massacro!». E’ un divertimento sentirsi dire da Massimo Coghe una frase del genere, quando si conoscono bene i rapporti tra i due fantini. Stavolta Massimino vedrà andare al Palio il suo Già del Menhir con Trecciolino e quando gli si chiede se mai ci fosse stata un’accoppiata migliore risponde deciso: «No. Credo che questa sia la soluzione ideale e soprattutto credo non sia arrivata a caso. Confermo che Già del Menhir è un cavallo con un grande cervello e forse qualcosa di più. Dalle notizie che mi arrivano dalla stalla di Camollia so che anche stanotte si è comportato benissimo quindi, arrivati a questo punto, mi tolgo anche gli ultimissimi dubbi che potevano essermi rimasti in merito sul fatto che avesse un cervello animale e ho cambiato idea: Già del Menhir ha un cervello quasi umano». Massimino sembra estremamente emozionato, ora che si trova dalla parte di qua a vivere il Palio, da allenatore: «Sono molto emozionato, è vero, tutti avranno notato che questo non è un cavallo comune e ancora meno comune per la nostra famiglia». Chissà, magari sarà possibile, in caso di vittoria dell’Istrice vedere una foto con l’abbraccio storico tra Massimino e Trecciolino? «Questa è un po’ troppo grossa – risponde con la solita ironia tipica dei fantini vecchio stampo – a sputare sopra la propria dignità si può arrivare solo fino a un certo punto!»


Provaccia
Le curiosità odierne

Le spigolatura da La Nazione:
IERI MATTINA
Aquila in evidenza Ottimo ‘scatto’ di Paride De Mauro
— SIENA —
IL TUFO E’ OK. Questa la notizia migliore all’alba di ieri, dopo che i timori sulle condizioni della pista avevano accompagnato l’intera nottata. In effetti, dopo l’acquazzone di lunedì pomeriggio e l’annullamento della terza prova, il tufo era in condizioni a dir poco pietose, tanto soffice da far temere l’impossibilità di fare anche la quarta. Invece è bastato il primo sole e il lavoro degli esperti per rimettere le cose a posto. Così ieri mattina si è potuta disputare la quarta prova, nella quale il mossiere Guglielmi ha chiamato le dieci contrade nell’ordine inverso rispetto a quello di assegnazione dei cavalli. Quindi: Valdimontone (Iolao e Alessio Migheli), Bruco (Estremo Oriente e Giovanni Atzeni detto Tittia), Giraffa (Gezabele e Luca Minisini detto Dè), Aquila (Giordhan e Paride De Mauro), Pantera (Indira Bella e Andrea Mari detto Brio), Torre (Elfo di Moltalbo e Alberto Ricceri detto Salasso), Nicchio (Giove Deus e Virginio Zedde detto Lo Zedde), Selva (Choci e Antonio Villella detto Sgaibarre), Istrice (Già del Menhir e Luigi Bruschelli detto Trecciolino) e di rincorsa Leocorno
(Iada e Jonatan Bartoletti detto Scompiglio).

NON SONO mancati i soliti problemi tra i canapi e la cosa diventa senza dubbio preoccupate in vista della carriera di stasera. Difficile trovare l’allineamento e movimento continuo, in particolare della Pantera che ha provato a cercare posto prima al centro dello schieramento, quindi in basso e in alto ma l’agitazione di Indira Bella ha creato non pochi problemi. Poi Andrea Mari ha portato il cavallo nella posizione corretta e subito Scompiglio ha dato la rincorsa. L’Aquila è stata la più veloce di tutti nello scattare in testa e Paride De Mauro ha condotto bene Giordhan per tre giri, aggiudicandosi la prova.


L’ANALISI
Carriera-rebus: un favoritotante possibili sorprese
Già del Menhir ha grandi potenzialità, rimaste ‘nascoste’ durantele prove. Degli altri non si conosce l’esatto valore
di PAOLO BROGI
— SIENA —
GIÀ DEL MENHIR, chi meglio di lui? Cavallo potenzialmente eccellente, affidato al fantino più bravo e vincente in una contrada dalle enormi risorse economiche. Se il Palio dovesse seguire una strada lineare, magari aiutato da un pizzico di buona sorte (Camollia non di rincorsa) il barbero esordiente allenato da Massimo Coghe ha smisurate chance di tagliare per primo il terzo bandierino. Ma... perché c’è sempre un ‘ma’, vogliamo capire come mai in tutte queste prove Trecciolino non abbia mai provato con decisione (a parte il mezzo giro di ieri sera) un cavallo che bene o male è al primo Palio. Una sicurezza che potrebbe essere controproduttiva, anche se chi monta non ha certo bisogno dei nostri consigli. Dopo aver parlato del super favorito trattiamo gli altri nove del lotto.

UN’ALTRO esordiente che può fare il botto è senza dubbio quello del Nicchio (Giove Deus). L’esperienza de Lo Zedde unita alle proprietà di un barbero che in provincia ha vinto a raffica qualificano la contrada dei Pispini come avversaria più pericolosa dell’Istrice. Giovani, entusiasti e affiatati. Questa la ricetta del Valdimontone, deciso a puntare su cavallo (Iolao) e fantino (Migheli) esordienti ma abituati a lavorare insieme giorno dopo giorno. Siamo qui nel campo delle sorprese ma nel Palio vale da regola di 007: ‘mai dire mai’. Choci è l’unico barbero del lotto che ha già vinto il Palio e l’accoppiata con Sgaibarre potrebbe rivelarsi efficace. Il cavallo non è un partente ma il fantino è abituato a cercare traiettorie impossibili e magari agire con quella rimonta che ha significato l’unico trionfo sul tufo. Staremo a vedere.

HA ESPERIENZA il barbero della Torre Elfo di Montalbo e può contare sul ‘manico’ di un Ricceri determinato che aspira a una carriera da protagonista. Un posto basso alla mossa e una buona partenza potrebbero consentire all’accoppiata di Salicotto di sorprendere gli avversari, anche quelli maggiormente quotati. Nel primo Palio (agosto 2007) Estremo Oriente venne scelto da Trecciolino anche se le cose non andarono bene. Dopo mesi di lavoro è arrivato il momento della seconda chance e stavolta sarà Giovanni Atzeni detto Titta a dover interpretare un cavallo con buone potenzialità.

L’ALTRO ESORDIENTE di questo luglio 2008, Paride De Mauro, dovrà sfruttare al meglio le potenzialità di Giordhan, soggetto che ha dimostrato un buon spunto in partenza. Il primo obiettivo è metterlo, quando stasera il mossiere Guglielmi abbasserà il canape, davanti a tutti. Lì potrebbe nascere un Palio interessante per la condrada del Casato.

ATTENZIONE PERO’ a dimenticare la Giraffa. Il pizzico di esperienza di Gesabele, a braccetto con le capacità indiscutibili di Luca Minisini, fantino ‘affamato’ che vuole assolutamente tornare ai trionfi di un tempo possono mettere le ali alla contrada di capitan Neri, magari ‘completando’ la splendida corsa dell’anno scorso quando il giubbetto di via delle Vergini si piazzò subito dietro al Leocorno di Brento e Scompiglio.

RESTANDO in Pantaneto c’è da capire come Jonatn Bartoletti interpreterà Iada, barbero alla prima esperienza che è bene non sottovalutare per quanto visto in questi giorni. Diverso il discorso che si può fare per Indira Bella (Pantera). Andrea Mari ci sta lavorando fin dalla prima prova con il massimo impegno ma il rapporto con il canape è conflittuale. Magari di rincorsa...

RICAPITOLANDO
: Istrice su tutti, un po’ indietro il Nicchio e poi altre otto, ciascuna con le proprie carte da giocare. Un bel rebus.

PROVA GENERALE
Salgono le quotazioni di Pantaneto
  — SIENA —
STATE ATTENTI al Leocorno. Potrebbe essere questo il messaggio lanciato dalla prova generale di ieri sera, dove l’accoppiata Scompiglio-Iada ha dato una nuovo dimostrazione di potenza. Buona la partenza e buono anche lo spunto successivo che ha consentito a Pantaneto di aggiudicarsi la prova. Ma andiamo con ordine: dopo la spettacolare esibizione dei carabinieri a cavallo il mossiere Guglielmi ha chiamato le contrade secondo l’ordine di orecchio.
Subito un’altra dimostrazione del tipo di mossa a cui andiamo incontro questa sera. Confusione all’interno dei canapi, ordine quasi impossibile da trovare e in particolare da sottolineare il rapporto difficile tra Indira Bella, il cavallo della Pantera, e il canape. Nonostante i tentativi generosi e insistiti di Andrea Mari niente da fare. Dopo qualche minuto di attesa la mossa valida, con Nicchio, Valdimontone e Leocorno, dall’alto verso il basso, aperti a ventaglio all’altezza di Fontegaia. Uno spunto in parte bissato dall’Istrice, con Trecciolino che ha provato senza forzare il primo San Martino, portandosi in testa e anche il successivo Casato, richiamando però subito dopo Già del Menhir. Poi all’inizio del secondo giro il solito Leocorno, che si portava in testa e completava i tre giri a buon ritmo. Stasera si fa sul serio.
Paolo Brogi


di LAURA VALDESI
SCOMPIGLIO (Leocorno) 28 anni, un Palio corso, uno vinto.
La sapete l’ultima? In televisione ieri hanno detto che i tratti guerrieri della Vergine di Provenzano dipinta da Camilla Adami nel Palio evocano quelli del fantino. Scherzi a parte, se centrasse questa Carriera Bartoletti verrebbe catapultato nell’olimpo. Ma in Pantaneto abbassano i toni: ’fantasie’, dicono. Iada è l’ultimo cavallo inserito nel lotto. Vero. Ma come scordare il suo tempo da record in batteria? Soprattutto, come dimenticare la voglia di confermarsi e la forma fisica di Scompiglio? Il pistoiese un obbligo ce l’ha: fare un bel Palio. Magari giocando nascosto, con un cavallo... pardon, una cavalla «mascherata».

SGAIBARRE (Selva) 32 anni, 1 Palii corsi (uno non partì per infortunio al cavallo), 1 vinto.
Accomunati da un insolito destino: Choci e il fantino devono confermarsi. Il primo perché comincia già ad essere avanti con l’età, il secondo per il fatto che le Carriere sono ormai diverse e il successo lontano 5 anni. Il cavallo era desiderato, quasi «chiamato» da Vallepiatta che con gli esperti e affidabili ci sa fare il Palio. Il fantino è stato rigenerato nell’inverno con una cura a base di tranquillità, amicizia e «nerbate» verbali, se necessario. La catarsi potrebbe vedersi il 2 luglio.

BRIO (Pantera) 29 anni, 11 Palii corsi, 1 vinto.
Mirabella: 2 luglio 1971. Vinse con Canapino. Indira bella: la cavallina montata dal fantino della Contrada ha un nome che evoca ricordi piacevoli in Stalloreggi. Anche 37 anni fa c’era l’Aquila in Piazza. Il sogno sfiora sicuramente la mente dei panterini ma il quadro è complesso, la mezzosangue un’esordiente che la stalla e Brio stanno cercando di accompagnare nei quattro giorni. Ha un bello spunto, si dice soprattutto un bel terzo giro. Cosa che con la rivale sul tufo non guasta mai: vedi luglio 2006. Un’incognita stimolante.
(Giraffa) 31 anni, 16 Palii corsi, 3 vinti
Da due anni è legato a via delle Vergini, nel 2007 sfiorò la vittoria. Ora riprova a centrarla. La Contrada gli è vicina come una famiglia, la dirigenza lo considera un figlio da mettere nelle migliori condizioni affinché si realizzi. Il quarto successo, a lungo inseguito dopo il 2002, potrebbe regalarglielo una cavallina un po’ bistrattata nel borsino primaverile ma che quando va giù il canape sembra caricata a molla. Il livornese fa per sè, ha dichiarato. E per la Giraffa. Quanto a Gezabele sembra vanti uno scatto ancora più bruciante dell’esclusa Fedora.

TRECCIOLINO (Istrice) 39 anni, 32 Palii corsi, 10 vinti.
«Sono in forma», ha confermato rompendo il silenzio domenica. Non c’era bisogno lo dicesse. Si vede. E basta guardarlo dritto negli occhi per capire che non intende lasciarsi sfuggire l’11esimo successo. Già del Menhir è un cavallo speciale, potrebbe diventare per Gigi il nuovo Berio. Adatto a lui: intelligente e maneggevole. Potente. Come la Contrada che lo supporta in una costruzione di Palio che parte da lontano e ha dell’imponente. Classe e mestiere finora al canape si sono visti. Non resta, ha dichiarato il capitano Andrea Franchi, che la ciliegina sulla torta. Un calcio di rigore come quello di Fabio Grosso ai Mondiali.

SALASSO (Torre) 32 anni, 11 Palii corsi, 2 vinti
Ha stregato tutti nella Torre con il suo modo dolce di trattare i cavalli. Di dialogare con loro. La mattina fanno la fila per vederlo nella stalla. Elfo di Montalbo, poi, lo stava seguendo da tempo. Con interesse. Lavora tranquillo e gode della fiducia della dirigenza: gli basta per dare il meglio. Al canape l’ha tenuto fermo, il motore è una sua dote. La capitana l’ha detto: non abbiamo nulla da perdere. Musica per le orecchie di uno come Salasso.

DE MAURO (Aquila) 34 anni, nessun Palio corso
Un’occasione unica. Che può aprirgli un futuro in Piazza insieme a Giordhan, il sauro di Salasso che appare maturato. Ma il suo debutto è anche un’arma a doppio taglio perché sul tufo c’è anche la rivale dei Quattro Cantoni: non deve sbagliare. Visto che tenacia e cuore sono le sue doti è tempo di metterle a frutto.

MIGHELI (Valdimontone) 24 anni, nessun Palio corso.
«Pronto a indossare qualsiasi giubbetto pur di debuttare», diceva in inverno. La primavera è stata dura: tantissime corse, tanto impegno. Una sfilza di cadute e infortuni, comunque non gravi, anche di successi. Quando tutto sembrava perso, dopo il 29, è arrivata la chiamata. «Presente», ha risposto anche perché conosce il motore di Iolao. Timido, vero, ma a cavallo è più sfrontato. Essendo nato sulle lastre avverte forte il peso di un giubbetto. Di una Contrada che ha voglia di tornare a brillare. In fondo, anche Il Pesse vinse il Palio all’esordio.

TITTIA (Bruco) 23 anni, 9 Palii corsi, 1 vinto
Papà Tittia è al settimo cielo. Se a qualcuno fosse venuto in mente che la nascita di Mattia l’ha demotivato ha sbagliato indirizzo. Per uno che crede ancora nei valori della famiglia come questo fantino, poter dedicare a quel figlio dal ciuffo nero un Palio sarebbe un sogno. Al via si è sempre fatto trovare pronto.

LO ZEDDE (Nicchio) 31 anni, 4 Palii corsi, nessuno vinto
Quando lunedì sera ha visto quel calore, quell’atmosfera così speciale con i ragazzi dei Pispini che cantavano Virginio c’ha messo un attimo a calarsi nel clima, esuberante e comunicativo com’è. Però gli si legge sul volto la serietà dell’impegno che ha assunto. Giove deus è un buon cavallo anche se esordiente, lui un fantino con tanta tecnica: intrigante.

Guglielmi: «Quando vogliono il posto riescono a trovarlo»
Il mossiere fa i complimenti anche ai fantini giovanissimi
di KATIUSCIA VASELLI
E’ IL GRANDE GIORNO. Per le contrade, per i fantini ma anche per il mossiere. Nona presenza sul Verrocchio per il marchese Giorgio Guglielmi di Vulci, ritenuto uno dei migliori mossieri degli ultimi tempi.
Guglielmi, che mossa si aspetta per il Palio, vista la situazione tra i canapi durante le prove?
«Non vedo particolari problemi tra i canapi, anzi credo che se la situazione va avanti così tutto procederà al meglio anche per il Palio. Naturalmente va tenuto conto che in quell’occasione l’emotività e la tensione sono forti, non dimentichiamoci che sono fattori determinanti».
Durante le prove si è verificata comunque un po’ di agitazione al canape. Questo un po’ la preoccupa?
«Qualcuno un pochino si agita è vero ma a me, per dirla tutta, sembra più una situazione legata alla gestione da parte dei fantini. Lo dimostra il fatto che poi alla fine e quando vogliono il posto lo trovano. Anche stamattina (ieri, ndr) ho aspettato la situazione migliore e ho voluto evitare l’eccesso di richiamare i fantini anche se alcuni erano fuori posto. Anche la Pantera era dietro ma non credo dipenda dal carattere del cavallo, casomai dal nervosismo dell’inesperienza. Per la ricerca della perfezione si aspetta il Palio».
Dalla chiacchiere che si sente in giro, anche da parte dei capitani, c’è in effetti questo auspicio per una mossa dall’allineamento perfetto, dovuta al fatto che durante le prove c’è troppo movimento tra i canapi...
«In linea di massima mi sembra che tutto vada bene, credo che anche le preoccupazioni dei dirigenti siano dettate dall’emozione di questi giorni. Io non vedo tutta questa confusione».
Nove volte sul tufo. Trova delle differenze dal suo primo Palio ad oggi?
«Sicuramente trovo nettamente migliorati i cavalli, merito della modalità di scelta e della preparazione. Poi il nervosismo del momento, il calcio, via può succedere. Non sono oggetti e il Palio è Palio».
E i fantini? Ne sono cambiati diversi dalla sua prima volta sul Verrocchio...
«Ah... loro sono sempre gli stessi. Certo che l’esperienza si vede, tra i canapi c’è anche una migliore capacità di interpretazione m,a devo dire che trovo molto in gamba anche i giovanissimi. Direi che al momento tutto procede al meglio».


LA MOSSA sarà complessa. Prepariamoci a vivere momenti da brivido, specie se qualcuna delle Contrade avversarie sarà di rincorsa. C’è chi addirittura azzarda che si potrebbe fare buio vista la posta in campo. Quella dell’esperienza e della capacità di costruire un Palio perfetto sulla carta e ora da mettere in pratica da un lato, dall’altro la voglia di sopperire con il cuore e la preparazione di un anno alle minori possibilità strategico-economiche. Hanno parlato tanto ieri i fantini. Al mattino fitto fitto Istrice e Pantera, poi Nicchio e Pantera, si è data da fare l’Aquila. idem la sera (Giraffa-Niccho), quindi Bruco e Istrice. Si stanno sistemando le ultime pedine ma i cavalli esordienti intanto crescono. Iada in primis («Voglio provarla dentro i canapi dopo essere stato più volte di rincorsa», ha detto Scompiglio prima della prova generale), quindi Iolao che ha fatto esclamare ad Alessio Migheli: «Si realizza un sogno». Anche Giove Deus è apparso volenteroso. Ma restano tante incognite: oltre al posto al canape che potrebbe mescolare le carte, anche la tenuta del tufo che per tutto il Palio ha fatto discutere e ieri sera letteralmente tremare gli istriciaioli quando Già del menhir è scivolato al primo San Martino. Un Palio dove, come non mai, ci sta davvero tutto.
La.Valde.

«ALESSIO HA UN GRAN CARATTERE. E’ un giovane serio, con fame di affermazione, con tanta voglia di lottare per arrivare a dei risultati in Piazza». Il capitano del Valdimontone Claudio Regoli descrive così il giovanissimo Migheli che per questo Palio di luglio debutterà sul tufo, ripercorrendo le orme del padre e dello zio.
«Quando lo guardi negli occhi – racconta Regoli – Alessio ti trasmette forza e al tempo stesso è molto umile, caratteristica fondamentale quando si muovono i primi passi in questo mestiere. Migheli sa bene che sta per giocarsi una carta importantissima per la sua carriera in Piazza e sono dunque convinto che farà tutto per onorare il giubbetto del Valdimontone e per dare soddisfazione a questa dirigenza, che l’ha scelto. Comunque la monta di Migheli su Iolao è di sicuro un bel valore aggiunto, il ragazzo conosce bene il cavallo e mi pare che l’accoppiata sia cresciuta. Anche perché Iolao si sta adattando alla Piazza».
Alessio Migheli, giovane fantino senese, sta per avere la grande chance della sua vita professionale, con l’opportunità di indossare il giubbetto del Valdimontone dopo la caduta di Alessio Pollioni al primo San Martino, per la seconda prova. Migheli ha l’opportunità di esordire su un cavallo che monta tutto l’anno, questo è un grande punto a favore per il giovane senese in cerca di fama,
Katiuscia Vaselli

di LAURA VALDESI
«QUALCOSA c’è nell’aria. Però questo Palio non vorrei solo montarlo ma anche vincerlo». Parole di Paride De Mauro, pronunciate con rabbia, durante le batterie della Tratta dove aveva vinto con Indira bella e Iada. Entrambe poi prese nel lotto. L’espressione disegnata sul volto mentre parlava era eloquente: sapeva di non poter perdere questo treno. Altrimenti lo attendeva un’altra carrozza, in partenza per Roma, città lasciata un paio di anni fa per tentare la strada della Piazza.

PARIDE È UN GENUINO. Simpatico, scherza ma lavora anche sodo. Alla scuderia di Fabio Fioravanti, suo mentore e amico, o ci si rimbocca le maniche oppure è meglio cambiare aria. Il fantino romano, 34 anni, l’ha capito subito. E si è adeguato comprendendo che i consigli e il corso accelerato per imparare a diventare fantino di Piazza, dopo i tanti anni in siepi, erano sinceri. Come quelli che adesso gli sta impartendo la contrada del’Aquila. Un ambiente adatto per l’esordio visto che si tratta di una Contrada piccola. Lo fa sentire in famiglia e questo certo aiuterà a superare l’inevitabile emozione. Più di quella che gli suscita la squadra del cuore, la «magica» Roma. Chissà cosa ha raccontato alla fidanzata Valentina, che di mestiere fa la hostess. Chissà cosa ha provato quando ha ricevuto la telefonata del capitano Giovanni Mandriani. Si sarà rimangiato tutto quello che aveva detto, sempre prima della Tratta. «Mi sono dato un tempo, a settembre se non monto torno a casa». Ora l’opportunità è arrivata per cui l’addio a Siena è rimandato. A data da definire. Se farà bene — con il cavallo ha mostrato di affiatarsi — avremo un nuovo fantino di Piazza su cui poter contare. «Per ottenere i migliori risultati ci vuole umiltà. Glielo ripeto sempre che tutti, in fondo, possono vincere ma l’importante è convincere». Così Fabio Fioravanti nel dicembre 2006. De Mauro lo aiutava in scuderia già dal marzo di quell’anno. In questi mesi ha fatto un balzo in avanti importante, in provincia si è comportato bene, con grinta e fare da combattente. Sarà perché ha un «allenatore che sa usare anche il nerbo — scherza Paride riferendosi all’amico —, lo sanno tutti che gli piacciono le cose perfette».

ALLE 7 ANCHE D’INVERNO è già scuderia. Sistema i cavalli, fa le paglie e monta. «Se avessi creduto che l’ambiente fosse così bello sarei venuto molto prima», racconta il fantino che ad oggi aveva fatto soltanto una prima prova nel Drago nell’agosto 2006. «Considerati i risultati di chi mi ha preceduto nella scuderia di Santo Stefano — aveva auspicato De Mauro — da Luca Minisini a Virginio Zedde, spero che valga il detto ’non c’è due senza tre’». Eccome se vale: Dè ha vinto tre Palii, Lo Zedde corre la sua quinta Carriera. E Paride ora è in Piazza.

PER IL PALIO, l'Università di Siena aprirà le finestre di palazzo Chigi Zondadari ai suoi ospiti dall’Italia e dall’estero. Il nostro rettore Silvano Focardi riceverà l’onorevole Luca Barbareschi, gli attori Franco Castellano e Paola Sabbatini, il produttore cinematografico americano della Max Picture Donald Ranvaud, molto amico di George Clooney. Ci sarà anche Désirée Colapietro Petrini, giornalista Rai, accompagnata dalla presidente del Terra di Siena Film Festival Maria Pia Corbelli. Dagli Stati Uniti arriverà il legale David Langfitt, membro del Litigation Department, esperto internazionale in proprietà intellettuale e brevetti,. Poi, arriveranno Laurence Sagerpreside della facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo del Texas; i membri della Society for Gynecologic Investigation, ospiti del professor Felice Petraglia, Laura Goldsmith, Gerson Weiss e Leslie Myatt, dagli Stati Uniti.
Alle trifore del Comune, ci sarà il presidente della Corte Costituzionale Franco Bile, il capo gabinetto della presidenza del consiglio dei ministri Fabio Pigozzi, l’ambasciatore dei Paesi Bassi Egbert Jacobs, il ministro per l’ambiente di Mala George Pullkicino. Si incontrerà anche Riccardo De Girolami segretario Federazione pugilistica italiana.
Antonella Leoncini

Postato da: Elitre ore 13:05 | Link | commenti
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